Una Telefonata del Prof. Losito, storico e studioso, e docente presso il Collegio Universitario Civitas di Varsavia, mi ha dato l’occasione per intraprendere una nuova avventura artistica, che mi vede per la prima volta, come, “narratore scenico” d’imprese storiche rinascimentali che hanno segnato la nascita dell’Italia.
Il tema mi appassiona; con cautela e pudore mi permetto di osservare ed esprimere opinioni su di una materia come la “STORIA “ che non è proprio consona alla mia forma mentale che preferisce vagare con l’immaginazione senza dover tener conto di nomi e date che purtroppo sono indispensabili e necessari per comprendere fatti e circostanze documentate che individuano scientificamente il “racconto storico”.
Ecco allora, che con la grande incoscienza dell’improvvisatore, nasce la copertina della ristampa Anastatica curata dal Prof. Losito “Bergamaschi in Polonia” ricordi della spedizione di Francesco Nullo nel 1863 narrati nel 1893 dal superstite Paolo Mazzoleni.
Le ricerche affrettate su internet, e la mia nutrita corrispondenza con il Curatore della ristampa, mi hanno dato le coordinate per “immaginare realisticamente” fatti e circostanze che vedono Francesco Nullo giovane eroe bergamasco che combatté al fianco di Garibaldi per l’Unità d’Italia e per la libertà della Polonia, dove perse eroicamente la sua vita nel 1863.
Su Garibaldi sappiamo tutto e di più; libri, memorie documenti storici, commenti e considerazione sulla sua vita, migliaia di collezionisti di cimeli garibaldini, racconti fantasiosi hanno costellato e ancor oggi diffondono il Mito Garibaldino; personalmente mi ha colpito (sotto suggerimento amico) la storia del suo secondo matrimonio con la Marchesina Raimondi, a cui ho ispirate la realizzazione di alcune”mini-chine colorate”, ma ritornando al Nullo: perché un giovane trentenne, decide di morire per la causa della liberazione dei popoli anche stranieri?, (era già un europeista) cosa muove, l’ardimento, il coraggio che lo porta a soffrire le pene dell’inferno la fame e gli stenti senza un evidente tornaconto di qualsiasi natura ?
Riflettendo sull’origine Bergamasca e benestante di questo eroe, che lo vide partecipe attivo del processo di unificazione della stessa Italia: basti pensare che da Bergamo partirono circa 300 giovani nella storica spedizione dei mille, mi pongo seri interrogativi rispetto all’attualizzazione storica di questi avvenimenti.
Cosa è accaduto dopo 150 anni dall’unificazione? Cosa ha pesantemente inciso e stravolto il modo di intendere l’amor patrio e i valori ad esso collegati?
Lo pongo come interrogativo pregnante, specie per noi “giovani attempati”, che da tempo facciamo autocritica inutile, senza proporre modelli alternativi di società , senza i offrire esempi e comportamenti di vita alternativi al denaro .